Il primo round va ai comuni della Valledora. La Camera di consiglio del Tar del Piemonte ha accolto la richiesta di «sospensiva» e ha ordinato lo stop ai lavori di ampliamento della discarica di Cavaglià. Da ieri mattina Asrab e A2A hanno già sgomberato l’area e fermato il cantiere che, dopo la demolizione di alcuni capannoni, era pronto a procedere con gli scavi per la realizzazione delle nuove vasche. Nell’ordinanza emessa dal tribunale si legge che «appare opportuno sospendere i lavori al fine di non compromettere l’integrità dell’area interessata». Il tutto in attesa del giudizio, relativo al primo ricorso presentato dai comuni della Valledora (Cavaglià, Alice Castello, Salussola, Santhià, Tronzano e Borgo d’Ale), che è stato fissato in udienza pubblica il 21 febbraio del 2018. Fino ad allora, per dieci mesi, il Polo tecnologico di Cavaglià non potrà mettere mano sui terreni interessati e questo comporterà la necessità di trasferire i rifiuti del Biellese altrove, dato che tra un paio di mesi l’attuale discarica sarà esaurita.
BOLLETTE
Lo stop al cantiere comporterà la necessità, al termine del processo di essiccazione, di trasferire i rifiuti in altri siti come già avviene per quelli di Verbania, Vercelli e Genova: Asrab facilmente si rivolgerà agli inceneritori lombardi di Milano, Brescia e Corteolona di proprietà A2A. Il trasporto e lo smaltimento quasi certamente comporteranno delle spese in più per i comuni della provincia e di conseguenza di inevitabili aumenti sulle bollette dei cittadini.
COSRAB
Conferma il presidente del Cosrab Michele Lerro: «Nei prossimi giorni avremo un immediato incontro con Asrab – spiega il presidente del consorzio -, per capire i nuovi scenari. Ma è scontato dire che la singola tonnellata di rifiuti costerà di più. Gli aggravi si ripercuoteranno sui comuni, dire di quanto la voce sarà superiore oggi non è possibile stabilirlo». Michele Lerro conferma come il Cosrab ha ricevuto l’ordinanza ieri in tarda mattinata e si riserverà di valutare, proprio come faranno anche Asrab e A2A, l’ipotesi di procedere con un ricorso al Consiglio di Stato.
SODDISFAZIONE
In sede di assemblea Cosrab, durante l’ultima seduta, diversi comuni avevano puntato il dito su Cavaglià dicendo di non avere a cuore un problema della collettività. Con lo stop al cantiere, il salasso in bolletta ci sarà per tutti: «Ne siamo consapevoli – ribatte il sindaco Giancarlo Borsoi -, ma abbiamo messo davanti a tutto la salute dei nostri cittadini e la tutela dell’ambiente. Riteniamo che quella non sia la zona giusta per una discarica: posso capire che questo darà fastidio ma il benessere viene prima di tutto». E sulla notizia del ricorso accolto, il primo cittadino di Cavaglià aggiunge: «Reputo questa una vittoria, crediamo in questo ricorso, valutata anche la posizione dei nostri cittadini di contrarietà. Questo è il successo dei comuni “ribelli”, accusati da altri di non condividere i benefici di un ampliamento».
Fonte: La Stampa — Leggi l’articolo originale