INCONTRO A SANTA RITA «Quelle polveri tossiche e sottili dell’impianto a biomasse»
SANTA RITA Oltre 400 persone hanno assistito a Borgo Santa Rita il 14 giugno all’incontro informativo sul contrastato impianto a biomasse, evento organizzato dal Comitato per la salvaguardia della Valle dell’Orcia inferiore. Nelle quasi due ore del proprio intervento, lo scienziato di fama internazionale Stefano Montanari – direttore del Laboratorio di ricerca Nanodiagnostics di Modena – ha esaminato una serie di dati inquietanti sulle micropolveri che sarebbero immesse nell’ambiente dall’impianto, dati di tossicità rilevante per tutti gli esseri viventi, dalla microflora alla microfauna, su fino all’essere umano. Come dimostrano le immagini mostrate all’attentissimo uditorio, e frutto della ricerca che Montanari ha condotto negli ultimi 20 anni con il patrocinio di alcune tra le più celebri Università del mondo, per l’essere umano i problemi in gioco sono quelli delle nanopatologie: cancri, malattie cardiovascolari, malattie neuroendocrine, malformazioni fetali. Quanto all’ambiente – continua lo scienziato – non è solo l’aria a essere attaccata ma, molto più subdolamente, addirittura il terreno che, a causa delle ricadute cambia le sue caratteristiche; ad aggiungersi a questi danni all’ambiente e soprattutto alla salute sono i danni economici a chi produce frutta, verdura, latticini e, in modo particolare, olio e vino, in particolare se biologici. Il professor Michele Corti, docente all’Università di Milano, ha illustrato con dovizia di particolari il processo produttivo dell’impianto, segnalando i numerosi profili di criticità che lo caratterizzano. Quanto all’aspetto strettamente giuridico, l’avvocato Michele Greco, legale del Comitato, ha spiegato quali sono le norme che impediscono la localizzazione dell’impianto in Borgo Santa Rita e quanto sia decisivo il ruolo del sindaco (peraltro presente in sala) all’interno della conferenza dei servizi, di prossima convocazione. Risponde infatti a un preciso obbligo di legge – ha spiegato l’avvocato Greco – il dovere del sindaco di impedire ogni attività che possa recare danno alla salute dei propri concittadini specialmente nei casi in cui le prime abitazioni si trovano a meno di 150 metri dal luogo prescelto per la realizzazione dell’impianto (in tutta Italia sono moltissimi i sindaci che, avvalendosi di questo potere/dovere, hanno bloccato gli impianti simili). Particolarmente gradite le testimonianze di sostegno al Comitato arrivate da Antonio Dalle Mura, presidente di Italia Nostra Toscana e dal presidente della Cia di Grosseto, Enrico Rabazzi. Il comitato ha in programma nuove manifestazioni informative che saranno portate avanti senza sosta – insieme a ogni opportuna iniziativa legale – finché il progetto dell’impianto non sarà ritirato o bocciato dalle amministrazioni.
Fonte: Il Tirreno — Leggi l’articolo originale