I grattacieli del vento. Osservazioni al progetto: “Danni all’agricoltura e rischi per i voli aerei”
Dieci pale eoliche alte fino a 200 metri nel cuore della Maremma. Italia Nostra e un gruppo di aziende preparano le contromosse per fermare l’intervento: ecco i principali ’punti critici’ individuati
Dieci pale eoliche alte fino a 200 metri nel cuore della Maremma
Grosseto, 22 ottobre 2025 – Dieci pale eoliche alte fino a 200 metri, nel cuore di una delle aree agricole e turistiche più pregiate d’Italia: è questo lo scenario ipotizzato dal progetto “Grosseto”, presentato dalla società Revalue Wind 1 Srl e che si estende anche nei comuni di Castiglione della Pescaia e Gavorrano. Un progetto che ha sollevato opposizioni e critiche da parte di Italia Nostra Maremma Toscana, agricoltori, viticoltori, operatori turistici e cittadini. A guidare la battaglia legale contro quello che viene definito un progetto “folle”, c’è l’avvocato Michele Greco, incaricato da Italia Nostra e da un gruppo di aziende del territorio per redigere le osservazioni tecniche contrarie all’intervento. E le incongruenze, secondo il legale, non mancano. La prima perplessità riguarda proprio la società proponente: Revalue Wind 1 Srl, costituita appena un anno fa, priva di dipendenti e con un capitale sociale di soli 10.000 euro.
“Un dato che fa riflettere – si legge nelle osservazioni – considerando che il progetto prevede opere per decine di milioni di euro”. Insomma, un soggetto economicamente fragile, che solleva più di un dubbio sulla reale sostenibilità finanziaria dell’intervento. Le dieci torri eoliche, verrebbero collocate in prossimità di casali storici, agriturismi, cantine e aziende agricole biologiche, a distanze molto ravvicinate da abitazioni e strade provinciali. Una localizzazione che, secondo i comitati, viola le normative di tutela dell’incolumità pubblica e minaccia le produzioni certificate Dop, Igp e Doc del territorio. Uno degli aspetti evidenziati dall’avvocato Greco riguarda l’interferenza con l’aeroporto militare di Grosseto, sede del 4° Stormo Caccia dell’Aeronautica Militare. Le pale ricadrebbero infatti all’interno della ’no-fly zone’, creando potenziali pericoli per la sicurezza aerea. Un elemento che da solo – sostengono le associazioni – avrebbe dovuto determinare l’improcedibilità del progetto da parte del ministero dell’Ambiente. Invece, tutto procede. “La Maremma rischia di essere svenduta alla speculazione ’green’ – denuncia Francesco Pratesi, referente di Italia Nostra Maremma Toscana –. Questo progetto rappresenta l’esempio perfetto di una finta transizione energetica: raffazzonata, pericolosa, e senza alcuna visione di tutela del territorio”.
Pratesi sottolinea come siano già stati bocciati altri progetti analoghi nella zona, con pareri negativi da parte della Regione Toscana – purtroppo non vincolanti – a conferma della fragilità e inadeguatezza di questo modello energetico. A supporto delle osservazioni, il legale di Italia Nostra ha allegato fotoinserimenti e simulazioni 3D, che mostrano chiaramente l’impatto devastante sul paesaggio collinare della Maremma: torri imponenti che alterano visivamente l’identità di un territorio fatto di armonia tra natura, storia e agricoltura di qualità. Le aziende agricole che si oppongono al progetto sono eccellenze riconosciute a livello nazionale e internazionale, simbolo di un’agricoltura che resiste e investe nella qualità.
Fonte: La Nazione — Leggi l’articolo originale