Il comitato per la salvaguardia della Valle dell’Orcia inferiore critica l’impianto a biomasse: “Oltre 600 persone hanno partecipato domenica a Borgo Santa Rita alla merenda organizzata dal nostro comitato per dire no all’impianto a biomasse. Durante l’incontro sono state diffuse le relazioni scientifiche dei periti incaricati dal comitato, attestanti i gravissimi danni alla salute e all’agricoltura che l’impianto provocherebbe. Sono state inoltre raccolte oltre 400 firme, che saranno depositate al Comune di Cinigiano e alla Provincia di Grosseto (in aggiunta alle centinaia e centinaia già raccolte). I partecipanti hanno fatto capire che non accetteranno mai un’opera così impattante sul proprio territorio e che, qualora le amministrazioni autorizzeranno l’impianto, percorreranno ogni via giudiziaria, anche per il risarcimento del danno. Inoltre l’avvocato Michele Greco, su incarico del Comitato, di numerose attività produttive di Borgo Santa Rita e di alcuni tra i più prestigiosi produttori del Montecucco e del Brunello di Montalcino, ha inviato alle amministrazioni una memoria nella quale sono stati illustrati i numerosi profili di illegittimità della domanda di autorizzazione unica, diffidandole all’immediata declaratoria di improcedibilità. Quanto alle affermazioni della società proponente secondo cui l’impianto fornirebbe 110 posti di lavoro, il comitato tiene a precisare che tale dato è a dir poco fantasioso. Impianti del genere sono infatti interamente automatizzati e possono essere gestiti con l’impiego di pochissime persone. L’unico dato certo sono i posti di lavoro che sarebbero persi qualora l’impianto inquinasse la filiera del vino e dell’olio: migliaia. Il comitato hadato mandato al proprio legale di valutare ogni iniziativa nei confronti della società proponente, dal momento in cui ha accusato il comitato di fare ‘terrorismo ecologico’. Il fatto che la proponente tenti di delegittimare il comitato ricorrendo a dichiarazioni denigratorie e diffamatorie è tipico di chi non ha alcun argomento per replicare nel merito alle accuse”.
Fonte: Corriere di Maremma