Studio Legale Avvocato Michele Greco – Diritto Ambientale e Amministrativo

Una battaglia di legalità vinta dal territorio

«UNA BATTAGLIA di legalità e giustizia per la salvaguardia della salute e del territorio, per l’affermazione di un principio troppo spesso ignorato: nessuno è al di sopra della legge». Questo il commento che l’Associazione ambientale Capalbio, il Comitato No Biogas e i confinanti con il terreno nel quale Sacra avrebbe voluto realizzare l’impianto hanno affidato all’avvocato Michele Greco, che li ha rappresentati nel corso della complicata vicenda dell’Origlio. «Vorremmo inoltre precisare — prosegue il legale — che l’associazione, il comitato e i confinanti, i quali da oltre un anno si oppongono all’impianto, sono composti da agricoltori, commercianti, operai, lavoratori autonomi e dipendenti che risiedono e vivono stabilmente a Capalbio, alcuni a poche decine di metri dal luogo prescelto per l’impianto. Afferma il falso pertanto chi sostiene che a opporsi all’opera sarebbero stati soltanto alcuni vip. Lo dimostrano le 3500 firme depositate contro l’impianto, raccolte per la maggior parte tra i capalbiesi».

«IL FATTO — prosegue Greco — che vi siano anche personaggi di altissimo spessore, che soggiornano nel territorio, non può che riempire d’orgoglio l’associazione e i confinanti. Nicola Caracciolo (e con lui Italia Nostra), Gianni Mattioli, Furio Colombo e Ferdinando Imposimato, un pezzo di storia d’Italia, che ha partecipato a questa battaglia di legalità e giustizia». Il territorio ha vinto la battaglia, almeno fino a questo momento, con la decisione della conferenza dei servizi della Provincia di bocciare il progetto presentato dall’azienda agricola Sacra. Alla base della decisione alcune inadeguatezze tecniche che avrebbero riguardato il progetto in particolare e non un pregiudizio nei confronti del biogas in generale, dal momento che la stessa Provincia ha approvato già numerosi impianti sparsi sul territorio simili a quello proposto da Sacra. L’azienda, da parte sua, ha lanciato dure accuse alla Provincia, parlando di «motivazioni paradossali, fondate su presupposti falsi» e anticipando un’azione legale per chiedere i danni derivati dalla vicenda. Insomma, la battaglia si è conclusa ma potrebbe non essere l’ultima. Adesso la Sacra può presentare un altro progetto oppure prendere la via del Tar per impugnare la decisione della Provincia.

Fonte: La Nazione — Leggi l’articolo originale